Innanzitutto buon fine settimana a tutto il clan.-
Vorrei riuscire ad identificare un bossolo che ho trovato non lontano dalla linea ferroviaria
Mestre-Trieste e che reca sul fondello la sigla L C 43; il calibro è verosimilmente il 12,7 alias 0.50 e dalla forma potrei dedurre che si trattasse in origine di un colpo per la Browning; il corpo del bossolo reca evidenti segni di "appartenenza" ad un nastro snodabile in metallo, a circa 2/3 dell' altezza.- Così, "a naso", non mi pare un colpo per la Breda/Safat 12,7 od equivalenti.- Sulla verticale del luogo avvennero parecchi scontri caccia-contro-caccia e caccia-contro-bombardieri non chè fra contraerea e velivoli alleati di vario genere e si effettuò spesso da parte anglo-americana la "caccia al treno".-
Diametro del fondello 20mm.- Altezza 99mm.-
Qualcuno mi sa dire di cosa in realtà si tratti?
Grazie sin d' ora
Baffobruno
Treviso
Ricordiamo ai nuovi iscritti che per essere abilitati alla fruizione di tutte le board devono necessariamente fare un post di presentazione nell'apposita area...
Idnetificazione corretta,è proprio un 50 Browning,alias 12,7 x 99
Il tuo bossolo è di produzione americana ( Lake City ordnance plant,1943)
Il tuo bossolo è di produzione americana ( Lake City ordnance plant,1943)
Certo che stare nei paraggi mentre dal cielo piovevano certi oggettini non doveva essere piacevole!
Indubbiamentissimamente è un .50 e per ritrovare addirittura i segni del nastro dovrebbe essere in condizioni splendide!

Indubbiamentissimamente è un .50 e per ritrovare addirittura i segni del nastro dovrebbe essere in condizioni splendide!
Io (ne) ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. (Blade Runner)
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione;
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. (Blade Runner)
Vi ringrazio tutti per la cortese sollecitudine e la solerte risposta.-
E come posso contraccambiare, allora?
Ecco, forse posso dirvi che Treviso, la mia città natale, fu percossa dal
7 aprile 1944 (quando ebbe un minimo di 1600 morti e l' 85% degli edifici civili da distrutti a lesionati e resi inabitabili) sino a tutto marzo 1945 (si parla di una città da 40.000 abitanti e
delle dimensioni di 1000x1500 metri entro mura) da 59 incursioni aeree, di cui 24 da bombardamento, fra leggere e pesanti, e le rimanenti, da mitragliamento. Nel novero sono comprese quelle notturne.- Uno dei bersagli principali o presunti tali era costituito dalle
linee ferroviarie, stazioni, scali, depositi di materiale rotabile e simili.- Prima di tale data vi era stata un' unica incursione (mitragliamento) di caccia sull' aeroporto militare tedesco di Canizzano (periferia ovest di Treviso), con 4-5 velivoli distrutti al suolo e uno in volo (Ju 52) ma poi praticamente detta base aerea (logistica, principalmente, e talvolta campo-trampolino) non mai più sfiorata, pur ospitando reparti flak e Ar. Co..-
Le principali comunicazioni ferroviarie che si imperniavano su Treviso erano: la TV-Conegliano-Udine, che ad est del centro urbano, al così detto "Scalo Motta" aveva una diramazione monobinario che si dirigeva a Motta di Livenza-Portogruaro ecc., la Treviso-Ostiglia-Mantova a ovest, la Treviso-Mestre-Venezia ad est.- Era inoltre attiva la Treviso-Montebelluna-Feltre (binario singolo) e più a nord la Nervesa della Battaglia-Montebelluna ecc.-
Ormai d' abitudine, dopo un "successo", per giorni e giorni i caccia si accanivano a mitragliare anche locomotive-colabrodo e vecchi carri-merci abbandonati sulle linee morte, dove venivano dirottati per non intralciare il normale traffico militare, dopo essere stati messi fuori uso. La c.a. leggera a difesa dei nodi ferroviari era composta principalmente da batterie da 20mm (anche flakvierling) e da 37, ma non mancavano postazioni di artiglieria contraerea pesante (88 flak mod. 37, 90mm Ansaldo) della Flak e dell' Ar.Co.-
La loro presenza però era discontinua.- Non era infrequente, all' epoca, assistere ad attacchi a bassa quota a filobus, carri agricoli, autovetture civili (le poche che circolavano), chiatte e barconi fluviali e lagunari, e anche a singoli ciclisti o pedoni.- I ragazzini di allora avevano modo, spericolatamente, di andare a raccogliere centinaia di bossoli vuoti e spolette di granate della flak.- Ma purtroppo si raccoglievano anche dozzine di vittime innocenti.-
Negli ultimi mesi di guerra il traffico ferroviario era prevalentemente notturno e così anche quello stradale su gomma, che si avvaleva di fari a luce azzurra.-
Un saluto a tutto il clan.-
baffobruno
E come posso contraccambiare, allora?
Ecco, forse posso dirvi che Treviso, la mia città natale, fu percossa dal
7 aprile 1944 (quando ebbe un minimo di 1600 morti e l' 85% degli edifici civili da distrutti a lesionati e resi inabitabili) sino a tutto marzo 1945 (si parla di una città da 40.000 abitanti e
delle dimensioni di 1000x1500 metri entro mura) da 59 incursioni aeree, di cui 24 da bombardamento, fra leggere e pesanti, e le rimanenti, da mitragliamento. Nel novero sono comprese quelle notturne.- Uno dei bersagli principali o presunti tali era costituito dalle
linee ferroviarie, stazioni, scali, depositi di materiale rotabile e simili.- Prima di tale data vi era stata un' unica incursione (mitragliamento) di caccia sull' aeroporto militare tedesco di Canizzano (periferia ovest di Treviso), con 4-5 velivoli distrutti al suolo e uno in volo (Ju 52) ma poi praticamente detta base aerea (logistica, principalmente, e talvolta campo-trampolino) non mai più sfiorata, pur ospitando reparti flak e Ar. Co..-
Le principali comunicazioni ferroviarie che si imperniavano su Treviso erano: la TV-Conegliano-Udine, che ad est del centro urbano, al così detto "Scalo Motta" aveva una diramazione monobinario che si dirigeva a Motta di Livenza-Portogruaro ecc., la Treviso-Ostiglia-Mantova a ovest, la Treviso-Mestre-Venezia ad est.- Era inoltre attiva la Treviso-Montebelluna-Feltre (binario singolo) e più a nord la Nervesa della Battaglia-Montebelluna ecc.-
Ormai d' abitudine, dopo un "successo", per giorni e giorni i caccia si accanivano a mitragliare anche locomotive-colabrodo e vecchi carri-merci abbandonati sulle linee morte, dove venivano dirottati per non intralciare il normale traffico militare, dopo essere stati messi fuori uso. La c.a. leggera a difesa dei nodi ferroviari era composta principalmente da batterie da 20mm (anche flakvierling) e da 37, ma non mancavano postazioni di artiglieria contraerea pesante (88 flak mod. 37, 90mm Ansaldo) della Flak e dell' Ar.Co.-
La loro presenza però era discontinua.- Non era infrequente, all' epoca, assistere ad attacchi a bassa quota a filobus, carri agricoli, autovetture civili (le poche che circolavano), chiatte e barconi fluviali e lagunari, e anche a singoli ciclisti o pedoni.- I ragazzini di allora avevano modo, spericolatamente, di andare a raccogliere centinaia di bossoli vuoti e spolette di granate della flak.- Ma purtroppo si raccoglievano anche dozzine di vittime innocenti.-
Negli ultimi mesi di guerra il traffico ferroviario era prevalentemente notturno e così anche quello stradale su gomma, che si avvaleva di fari a luce azzurra.-
Un saluto a tutto il clan.-
baffobruno
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