Per quelli di ferro la cosa è relativamente semplice, arrugginiscono. Per questo motivo l'ottone è preferibile in quanto più resistente all'ossidazione e maggiormente elastico sotto l'azione dei gas di sparo.
Però l'ottone a volte cristallizza e può presentare già in fase di produzione fenomeni di incrudimento.
Un metallo incrudisce quando sottoposto a processi di laminazione o estrusione diventa più duro e conseguentemente più fragile.
In questo caso si ricorre alla ricottura del colletto che "risistema" le molecole disturbate dal processo eliminando le tensioni soprattutto nei colletti.
Ma l'ottone subisce anche l'azione invisibile dei cicli caldo freddo tipici dei bossoli trovati in alta montagna.
Per assurdo quelli da ghiacciaio sono meglio in quanto protetti dal ghiaccio stesso e non subiscono grosse variazioni di temperatura, freddi sono e freddi rimangono.
I bossoli da scavo poi oltre ai cicli caldi freddo, dato che sono a pochi centimetri dalla superficie, devono sopportare l'umidità e pure l'aggressione chimica del terreno . Se è acido rimarrà poco di quelli in ferro mentre quelli in ottone ne porteranno i segni.
Anche le polveri poi hanno la loro dose di colpa e se poi si tratta di polvere nera come in questo caso unita a 130 anni di età ed al fatto di essere seppelliti può succedere questo.

Ecco il risultato di una caduta da 60 cm su un bossolo che si presentava discreto a livello estetico.
Come noterete si è spezzato di netto ma la cosa curiosa è stato il rumore. Non era metallico ma più simile al legno nel suono, un rumore sordo.
Guardando all'interno ho trovato ancora la polvere nera che come noterete si è incollata alle pareti formando uno strato omogeneo. Curioso che anche la frattura mostri un metallo ormai opaco e poco "metallico".